Cedro di Calabria

Si ripete ogni anno, ai primi di agosto, il rito secolare dei rabbini che giungono in Calabria a raccogliere e selezionare i cedri indispensabili per la festa la festa delle capanne, “Sukkoth”, che ricorre nel mese di ottobre e che rappresenta per la comunità ebraica l’avvenimento religioso più importante dell’anno.

Punti cardinali delle iniziative in programma, saranno le cedriere e il “Museo del Cedro“, la “Cittadella del Cedro“, il centro storico del paese e la Riviera dei Cedri. Luoghi che rivivranno attraverso momenti salienti legati al mondo agricolo, alle tradizioni, alla gastronomia.

L’evento è realizzato dal “Consorzio del Cedro di Calabria”, in collaborazione con il Comune di Santa Maria del Cedro e l’Assessorato regionale all’Agricoltura della Regione Calabria. Gli ebrei, il cedro lo chiamavano “etrog”, lo conoscevano da epoche remote e gli attribuivano un grosso valore simbolico.

Da quando Dio – riportano le autorità religiose – prescrisse a Mosè: “Prenderete i frutti dell’albero più bello, dei rami di palma e dell’albero più frondoso, dei salici del torrente e vi rallegrerete dinnanzi al Signore Dio Vostro”.

Da secoli, così, i cedri, che crescono in questa porzione di Calabria tirrenica, vengono raccolti dai rabbini per la festa ebraica della “Sukkoth” (vigilia l’8 di ottobre, Sukkoth il 9 e 10, sabato 11 Shabbat).

Ad avvalorare le profonde radici di una tradizione mai venuta meno ci sono le parole del rabbino Elio Toaff, storico capo della comunità israelitica di Roma: “il mercato dei cedri rituali coltivati in Calabria non è mai venuto meno dal 1200 fino ad oggi”.

Il programma della Festa della raccolta 2016, prevede un itinerario gastronomico con degustazioni, mostre di vario genere, incontri tematici e scientifici con il coinvolgimento anche delle scuole e parentesi di spettacolo “La festa – sostengono gli organizzatori dell’iniziativa di Santa Maria del Cedro – nasce per preservare e divulgare la cultura di un popolo.

La cedriera diviene meta per le scuole e punto di partenza di un percorso simbolico, tracciato negli anni da tanti cedricoltori che hanno preservato un frutto dal profumo inebriante”.

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