Teatro: Diario di un dolore a Polistena

Diario di un dolore
Siamo in provincia di: Reggio Calabria
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🕒 Ore: 20:45
📍 Google Map > Indirizzo: Auditorium - Polistena

Diario di un dolore: a Polistena lo spettacolo sulle sue possibili rappresentazioni

Il nuovo progetto di Francesco Alberici, con la collaborazione di Astrid Casali – insieme a lui sulla scena – , Ettore Iurilli e Enrico Baraldi, ispirato al testo di Lewis, si interroga sulla possibilità di ripetere, sera dopo sera, la messa in scena di un dramma, non di finzione

L’Auditorium di Polistena si prepara ad accogliere, il 6 dicembre 2025 alle 20.45, un nuovo spettacolo di Lo sguardo oltre, la stagione teatrale targata Dracma – Centro di Produzione Teatrale, realizzata grazie al sostegno del Comune di Polistena, la Regione Calabria e il MIC – Ministero della Cultura.

Diario di un dolore, il nuovo progetto di Francesco Alberici con la collaborazione di Astrid Casali, Ettore Iurilli, Enrico Baraldi, è liberamente ispirato all’omonimo testo di C.S. Lewis e all’autoritratto di Franz Ecke, collaboratore della rivista Frigidaire, e ragiona sulle rappresentazioni possibili del dolore rispetto alle intimità di ciascuno.

Prodotto da SCARTI – Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione in collaborazione con Teatro Piemonte Europa – Festival delle Colline Torinesi, Murmuris, Olinda e Lab 121, lo spettacolo vede in scena Astrid Casali e lo stesso Alberici, con il disegno luci di Daniele Passeri e le scene curate da Alessandro Ratti.

Un regista invita la sua attrice a lavorare a una messa in scena che affronti il tema del dolore, partendo dal libro di Lewis. La messa in scena dà vita così a numerose domande: come si rappresenta il dolore? Quali sono i limiti del raccontarlo? La propria biografia può diventare materiale scenico senza cadere nella spettacolarizzazione? E come si replica, sera dopo sera, un dramma reale, e non di finzione?
Allontanandosi dalla semplice idea di “mettere in scena Lewis”, il lavoro fa emergere un secondo spettacolo, inatteso, costruito proprio attorno a queste domande.

Mentre il mondo ci invita a catturare e narrare momenti di felicità, scopriamo che abbiamo più che mai voglia di parlare di dolore.

«La lucidità di Lewis nel descrivere i suoi moti d’animo, il crollo della fede, l’impossibilità di gestire la memoria del passato che continua ad affiorare alla morte della moglie, è spietata e commovente al tempo stesso» e la sua lettura è stata per Alberici fondamentale per suggerire la direzione dello spettacolo.

«Negli ultimi anni avvenimenti personali mi hanno portato a provare in maniera sempre più netta una sensazione di smarrimento continuo, una sensazione di irrealtà nei rapporti con gli altri, col tempo e con le cose».

Da qui l’urgenza di interrogarsi sul funzionamento del dolore: quello causato da una perdita, un senso di fallimento o uno smarrimento di vita.

«Le parole del neuropsichiatra Stefano Benzoni mi fanno sperare nel valore politico della scelta di affrontare un discorso – quello sul dolore – rimosso dal nostro lessico quotidiano: oggi non c’è un’epidemia di depressione tra i bambini, ma i dati segnalano un crescente disagio – dice Alberici – Io invito a interrogarci se questa “epidemia di infelicità” non sia invece un’“epidemia di felicità”, cioè una sorta di ingiunzione morale collettiva rispetto al mantra della felicità».

“Diario di un dolore” è un invito ad affrontare le proprie fragilità, trasformando il dolore in possibilità di confronto anziché ignorarlo e nasconderlo, come forse siamo abituati a fare troppo spesso.

Fonte: Asmara Bassetti per Dracma
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