• Dialetti calabresi

    Lingue e dialetti
    La popolazione calabrese presenta ancora oggi un’identità abbastanza variegata, per questo l’insieme dei dialetti parlati nella regione rispecchia tali caratteristiche. Come la maggior parte dei dialetti italiani, il calabrese meridionale come quello settentrionale non hanno alcuna ufficialità.

    A causa delle molteplici radici storiche della regione, esistono zone della Calabria in cui si parlano ancora dialetti di diretta derivazione da altre lingue. Nel nord della regione si parla un dialetto derivante dalla lingua napoletana, mentre nel sud della regione si riscontrano numerose somiglianze del dialetto locale con la lingua siciliana, ma complessivamente il vernacolo parlato in tutta la regione è spesso identificato come “calabrese”.

    Fino al XV-XVI secolo la lingua grecanica era parlata in tutta la Calabria meridionale, oggi perdura solo nelle cittadine di Bova, Roghudi e Gallicianò (in provincia di Reggio Calabria) e in alcuni quartieri di Reggio, storica roccaforte culturale della lingua greca in Italia. Le vie dei paesi dell’area grecanica hanno infatti ancora oggi la doppia nomenclatura: in italiano ed in grecanico.
    Più numerose le aree dove si parla la lingua albanese (arbërisht), una variante dell’albanese parlato nel’Albania meridionale. È parlata come madre lingua dalla minoranza etnica elinguistica storica Albanese d’Italia (Arbëreshë).

    Nella regione si parla anche l’occitano, nel comune di Guardia Piemontese.

    I dialetti calabresi sono di tipo meridionale estremo (i parràti calabbrìsi definiti anche tricalabro o siciliano da Ethnolongue) nella parte centro-meridionale della Calabria (dove vengono suddivisi nei sottogruppi calabrese centrale e calabrese meridionale) e di tipo napoletano (‘e parràte calabbrìse) nella parte settentrionale. Tale divisione linguistica corrisponde molto approssimativamente alla storica divisione amministrativa delle “Calabrie”: Calabria Citeriore (o Calabria latina) e Calabria Ulteriore (o Calabria greca).

    I dialetti calabresi sono fra i dialetti italiani che più di altri hanno attirato l’attenzione degli studiosi per le proprie peculiarità e le radici in tempi antichi. L’evidente diversità linguistica nell’ambito della stessa regione, il rapporto tra impronta greca (grecanica) e storia della Calabria, la più o meno precoce latinizzazione ed i “relitti” lessicali di altre lingue, la forte presenza della minoranza Arbëreshë (greco-albanese), sono oggi argomento di studio e discussione di glottologi e linguisti.

    Chi voglia infatti paragonare i dialetti italiani della Calabria meridionale con quelli parlati nella Calabria del nord, non può non notare il forte contrasto esistente. Un esempio è la forma del tempo perfetto indicativo (che include passato remoto e passato prossimo italiani), che ha due forme nelle due diverse zone: nel Nord-Calabria è un tempo composto, simile al passato prossimo italiano; nel Sud-Calabria invece, è un tempo semplice che ricorda il passato remoto italiano, da cui il grande errore di chiamare “passato remoto” questo tempo anche in calabrese (in realtà equivale esattamente al perfetto latino, dal quale deriva).

    Infatti, anche un’azione non remota è espressa col tempo perfetto:
    Mangia(v)i, mo vaju u fatigu = Ho mangiato, adesso vado a lavorare.
    Mangiavi, mo vaju ma faticu (in dialetto catanzarese)
    Mangìai, ora vaju e llavuru (nella città di Reggio Calabria)

    Le origini
    I dialetti calabresi sono idiomi ricchi di influenze linguistiche, dovute alle colonizzazioni, le dominazioni e le incursioni di differenti popoli, tra cui arabi, greci e romani. Proprio per questo principalmente sono composti dalle lingue classiche: il greco e il latino.

    Latino
    Il latino rappresenta il substrato fondamentale; infatti è strutturato in maniera e in misura diversa nella Calabria. Lo stesso Gerhard Rohlfs, nel parlare della presenza della lingua latina nel dialetto di Calabria, ammette che «il fondo principale del lessico calabrese è il latino», precisando però che i termini più antichi compaiono per lo più nella Calabria settentrionale, a causa del fatto che nella Calabria meridionale la latinizzazione avvenne in tempi più recenti. Ciò è possibile verificarlo confrontando alcuni termini riportati dal Gerhard Rohlfs.

    Greco
    Il greco è l’altro elemento fortemente caratterizzante i dialetti calabresi, è straordinariamente rappresentato dalla lingua parlata nella parte meridionale, in particolar modo nella provincia di Reggio Calabria. Per lungo tempo in gran parte della zona il Grecanico era la lingua più parlata, oggi solo in alcuni centri quali Bova, Roghudi, pochi altri paesi della zona dell’Amendolea e alcuni quartieri di Reggio vi sono anziani che parlano questa lingua calabro-greca.

    Dizionari
    Il primo dizionario che comprendesse tutti i vocaboli dei dialetti calabresi nella sua totalità e quindi non solo riferiti a particolari comuni o aree e quello di Luigi Accattatis pubblicato nel 1998: Vocabolario calabro-italiano e viceversa.

    Bisogna attendere il 1938 quando il filologo tedesco Gerhard Rohlfs farà pubblicare la prima edizione del suo vocabolario, ancora oggi punto di riferimento per la ricchezza di vocaboli e accuratezza e di cui furono stampate ben 7 edizioni, l’ultima nel 2010.

    Altri vocabolari minori sono il Dizionario dei dialetti della Calabria meridionale di Giuseppe Martino edito nel 2010.

    Il primo dizionario della Calabria scritto in dialetto è stato il Vocabolario “Mammolese-Italiano” (Tip. Siclari, Reggio Cal. 1862), l’ideatore è stato il medico Francesco Muià (1821-1881) di Mammola.

    Il dialetto mammolese (Mammola) è considerato da numerosi studiosi, uno dei dialetti Calabresi di grande interesse, perché frutto di tanti popoli che hanno abitato la cittadina fin dai tempi della Magna Grecia. Il “Vocabolario Mammolese” (Editore Iriti, Reggio Cal. 2006), scritto da Remo Gargiulo, oltre ad una attenta ricerca sulle parole, viene descritto il significato in dialetto e poi tradotto in Italiano. Un’opera di valore e di alta qualità letteraria.

    PostAle Tropea
    Autore: Jblasa.com

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